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Informatica, Internet, Servizi

Salvare il PC, con Ubuntu

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Per qualsiasi PC, nuovo o vecchio che sia, c’è l’alternativa ai Sistemi operativi Microsoft e Apple. Alternativa che è Gratis, e composta da quel “cosmo” di software detti “open source”, scaricabili online senza dover pagare per forza qualcosa (si possono fare donazione agli sviluppatori, o, se interessati, unirsi alla comunità di sviluppo).

Uno di questo software che funge da Sistema Operativo, è: Ubuntu. Della famiglia di Linux, ha a sua volta una famiglia, composta da altri tipologie di software per ogni esigenza, dal dover essere installati su “macchine un po’ vecchiotte” fino allo sviluppo grafico o al dover servire l’area “educational”.

Usufruire di un Sistema Open Source come Ubuntu ha dalla sua parte principalmente i costi ridottissimi e la malleabilità. Come contro ha magari il supporto, la diffusione e l’utenza di riferimento (che deve un attimo piegarsi all’uso del “linguaggio di programmazione” se dovesse incappare in qualche problema o per “scavare” di più nel Sistema Operativo: cosa non sempre necessaria).

Si può decidere di acquistare un PC con Ubuntu già pre-installato, oppure, come capita molto spesso, installarlo in un secondo momento come unico Sistema Operativo, o affiancarlo al pre-esistente, potendo scegliere all’avvio del PC cosa utilizzare.

La personale esperienza che mi ha portato a scrivere di questo Sistema Operativo è stata il riscontrare enormi rallentamenti con WIndows su un PC oramai un po’ datato.

Le principali caratteristiche del PC sul quale lo ho installato sono:

Microprocessore Intel® Core™2 Quad CPU Q6600 @ 2.40GHz – Grafica Nvidia (non riesco più a leggere bene le specifiche con Ubuntu) – Memoria RAM 2GB – Brevemente, un PC Desktop HP Pavilion di qualche annetto fà.

Problemi con l’aggiornamento a Windows 10 (mai riscontrati) e lunghi tempi di attesa, mi hanno convinto a provare Ubuntu, che avevo sentito dire da alcuni miei amici che lo utilizzavano in ambiente accademico.

Arrivati sul sito, ci appare subito la possibilità di poter scaricare l’ultima versione (attualmente la 15.10) e cliccando sull’avviso, si potrà scegliere la versione (le LTS sono quelle che hanno a disposizione maggior supporto nel tempo) tra l’ultima o le ultime, se 64 o 32 bit, se Desktop o Server.

Si può scegliere cliccando su “download delle derivate” di installare altre tipologie di Ubuntu, dedicate a esperienze utente diverse ma simili: fatte per velocizzare PC un po’ più vecchiotti (come accennato sopra), concepiti per l’editing multimediale ecc.

Scaricando la versione poi si può scegliere, in un secondo momento, se installarla su un DVD come immagine e farla partire dal lettore CD/DVD del PC oppure se utilizzare una chiavetta USB per installarlo (il che richiede qualche passettino in più rispetto alla masterizzazione di un DVD come nel primo caso). Il come fare è descritto sempre nel sito, che comunque serve anche da assistenza per nuovi utenti ed esperti. Volendo il DVD col Sistema Operativo desiderato lo si può anche ordinare.

Personalmente ho installato la versione 15.10. Con alcune difficoltà, dopo un DVD buttato, ho provato con chiavetta USB. E allora lì non ci sono stati problemi.

Il Sistema Operativo, a parte qualche errore di installazione di aggiornamenti, risulta abbastanza fluido, quando le risorse sono molto utilizzate, lo schermo diminuisce la luminosità per qualche istante e poi riprende la normale attività. Non mi capita da qualche giorno che le periferiche come Mouse e Tastiera risultino improvvisamente non funzionanti e la cosa si risolve a volte al secondo riavvio.

Ma tutto sommato è una versione stabile (forse le LTS lo sono di più) e “rischiare” per recuperare un PC che sembrava quasi spacciato ne è valsa decisamente la pena. Credo che la scelta di un Open Source come Ubuntu possa essere fatta, oltre che come “scelta di vita” anche, appunto, per salvare un PC. Ha poi una suite office tutta “sua, denominata “LibreOffice”, compatibile con quella Microsoft e, a mio avviso, un passetto avanti a OpenOffice. E i programmi scaricabili, anche se hanno i nomi differenti da quelli conosciuti sui Sistemi Operativi più diffusi, hanno buone funzionalità e sono rapidi, dal browser internet (oltre al “predefinito” Firefox può essere installato anche Chromium, un cugino di Chrome, per gli affezionati a casa Google) fino alla posta elettronica gestita con Thunderbird. Il Sistema Operativo alla fine risulta abbastanza leggero, graficamente nitido e non troppo difficoltoso nel farsi comprendere nelle sue generalità.

Non si tralasci comunque il fatto che può anche solo essere provato e poi rimosso se proprio non fà per i propri gusti.

Personalmente, nonostante la passione (più o meno criticabile) per la casa del sistema operativo precedentemente installato sul PC, non si può negare che Ubuntu sia un’alternativa valida anche per gli utenti che vogliono usare il PC con software di produttività, dalla Suite Office a programmi più specifici (sempre che ne trovi la compatibilità o l’alternativa a quello usato in precedenza). Non solo quindi per recuperare un po’ di efficienza da macchine sulla strada dell’obsolescenza.

Salvare un PC in condizioni disperate, comunque, può farci sentire un po’ tutti piccoli eroi elettronici. Ubuntu o non Ubuntu.

Informazioni su Biscottone

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Discussione

2 pensieri su “Salvare il PC, con Ubuntu

  1. Eccellente, il recupero dei PC dovrebbe essere obbligatorio! Purtroppo tante aziende e pubbliche amministrazioni non solo li buttano via ma pagano pure per farlo… C’è da dire che in questo caso parliamo di un processore da 105 W (2007, 65 nm) http://ark.intel.com/it/products/29765/Intel-Core2-Quad-Processor-Q6600-8M-Cache-2_40-GHz-1066-MHz-FSB e quindi, in caso di uso intenso, i vantaggi ambientali del recupero possono essere discutibili rispetto all’acquisto, per esempio, di un mini-PC con AMD APU da 20 W (~200 €).

    Pubblicato da nemobis | 11 gennaio 2016, 09:23
    • Concordo, e vedo che conosce la materia ben più di me (non per svalutarla, madevo anche aggiungere che non ne sono un grandissimo conoscitore)!
      Oltre a ringraziare per la dritta (che valuto anche perché mi piacciono alcuni design di mini pc, o anche desktop “slim”) credo che per il pianeta e l’economia casalinga, finché lo uso così come adesso, non sarà un problema troppo oneroso anche per via dei consumi generali della macchina (Desktop HP Pavilion a6347.it).
      Sulle amministrazioni pubbliche spero di smentirla il più possibile almeno per quanto riguarda quella di Grosseto nella quale risiedo viste le numerose campagne “pro Linux”.

      Si spera sempre che comunque, recupero o non recupero, ci sia un giusto smaltimento dei componenti, e anche lì, tutte le pubbliche amministrazioni non lo fanno, ma dipende anche da dove andiamo a buttare i veccchi PC, schermi ecc.. Ci scordiamo troppo spesso che a volte vengono allestite apposite “isole ecologiche” affidandoci troppo ai classici cassonetti….
      (Mi scusi la lunghezza della risposta :D)

      Pubblicato da ladiesman7it | 11 gennaio 2016, 20:34

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