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Considerazioni, Servizi

Induzione allo sperpero

 

Ma gli uffici postali non servivano per pagare le bollette,spedire raccomandate o aprire un libretto?? Perché hanno messo su un mini-market?Eppure il nome”poste”dovrebbe racchiudere la loro funzione. Ma,quando a una funzione si associano dei soldi,si rischia di entrare in un circolo vizioso. Dentro quel piccolo ufficio,ufficio che un tempo costituiva il mezzo per recapitare lettere ai propri cari,è nata,quindi,la cartoleria o book shop,come lo chiamano i loro fondatori. A ben guardare, questo negozio nel negozio ha una certa utilità:ad esempio,vende le buste per spedire raccomandate. Vende anche i libri che in fondo non si usano per nessun servizio postale,ma sono espressione della cultura e,quando c’è la cultura di mezzo,nonostante un noto ministro abbia affermato che con la Divina Commedia non ci si fa un panino,tutto è giustificato o quasi. Se abbiamo fortuna,poi,in qualche angolo troviamo uno scooter in offerta. E,a proposito di offerte,ormai le poste hanno dato vita a un vero e proprio giornalino che fa invidia a quello della Coop seppur senza passate di pomodoro o latticini. Insomma,questo luogo potrebbe diventare la salvezza della società frenetica,il salva-tempo dove paghi e compri,quindi paghi e ripaghi o magari prelevi e spendi ciò che hai prelevato. Recentemente,questa funzione di salva-tempo si è ampliata:piazzate in un angolo che si avvicina più al centro dell’edificio,ci sono le pratiche macchinette che erogano gratta e vinci. Così non c’è neanche bisogno di andare al tabacchino:per sconfiggere la noia delle interminabili file,si può ingannare il tempo forse ingannando anche se stessi. Ci si potrebbe,perciò,aspettare che in un tabacchino,dopo aver chiesto un gratta e vinci,il tabaccaio ci proponga di spedire una lettera o anzi di fargli un versamento. Il servizio,poi,è stato reso ancora più efficiente: nei casi di dimenticanza,il gentil dirigente ha la possibilità di porre la fatidica domanda al piccolo risparmiatore che ha appena effettuato un versamento o un prelievo: “Vuole un gratta e vinci?”. Il più accanito dei giocatori non potrà non cedere realizzando ancora il principio del paghi e ripaghi o prelevi e spendi ciò che hai prelevato! In fondo, quell’impiegato pubblico che ci induce al gioco ci fa un favore,ci evita,cioè,di dover fare un’altra fila per l’acquisto dei bigliettini portatori di false speranze. Un unico dubbio potrebbe ora assalire l’umanità: perché quel buon samaritano che sta al di là del banco non ci chiede se vogliamo anche un chilo di pane e un etto di prosciutto?

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