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Arte

Van Gogh e Gauguin, da Genova a Les Baux de Provence

Van Gogh e il viaggio di Gauguin

   Restano ancora poche settimane per visitare la mostra Van Gogh e il viaggio di Gauguin, prorogata fino al 1° Maggio 2012, curata da Marco Goldin e allestita nella cornice di Palazzo Ducale di Genova.
Il titolo è fuorviante. La mostra raccoglie ben 80 celebri opere, non solo dei due artisti a cui è intitolata l’esposizione, ma anche di altri grandi artisti: William Tuner, Albert Bierstadt, Caspar David Friedrich, Edward Hopper, Edwin Church, Nicolas de Staël, Mark Rothko, Winslow Homer, Claude Monet, Kandinskij, ecc.
Tutti questi pittori sono accumunati da un unico tema, che ha caratterizzato la loro vita, quello del viaggio. Il viaggio inteso come esplorazione e conoscenza di luoghi e il viaggio interiore che l’anima può compiere anche nel chiuso di una stanza con la nostra mente o semplicemente affacciandosi dalla finestra con lo sguardo.
La mostra si apre proprio con una ricostruzione della stanza in cui Van Gogh alloggiò durante il periodo trascorso ad Arles. Qui i primi due quadri: le Scarpe di Vincent Van Gogh del 1886 accostato ad un Paesaggio di Giorgio Morandi del 1943. Due risultati pittorici differenti, ma due esperienze di vita simili: l’isolamento di Vincent nella sua camera al ritorno dalle sue peregrinazioni nella campagna e quello di Morandi nella sua cella di Grizzana.
Seguono altre nove sale in cui si sviluppa un itinerario che tocca i momenti fondamentali della storia della pittura contemporanea. Si parte con la sezione dedicata al viaggio romantico con i consueti autori Caspar David Friedrich e William Tuner, e proprio con quest’ultimo pittore, come afferma lo stesso Goldin, l’intersezione tra il vedere fisico e il vedere interiore raggiunge il suo punto più alto. A questi artisti europei si affiancano i pittori del continente americano, nei cui quadri domina il senso di fedeltà, quasi con un intento scientifico, nella rappresentazione della realtà di luoghi ancora inesplorati del nuovo continente. Qui si rimane colpiti (almeno io lo sono rimasta🙂 ) dai quadri Frederic Edwin Church, i quali sembravano comporsi sotto i nostri occhi attraverso il fulgore della fonte luminosa presente, un sole che nasce, un sole che tramonta o dai riflessi della luce sullo scorrere delle acque di un fiume o sull’ infrangersi delle onde del mare sulla costa. Ogni suo quadro sprigiona una propria luce interna.
Per coinvolgere il visitatore maggiormente in questo viaggio fisico che nella mostra si muta in un viaggio dell’anima e dell’interiorità del pittore e della nostra, lo spettacolare e celeberrimo dipinto di Paul Gauguin, Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo?, prestato all’Europa solo per la seconda volta dal Museum of Fine Art di Boston, è stato posto in una sala ricostruita fac-simile ad una capanna. Quadro che da solo può riassumere la mostra: un viaggio del pittore verso territori lontani, Tahiti, e un viaggio interiore nella storia dell’uomo e nelle sue origini.
Seguono altre sale con interessanti paralleli tra pittori di corrente e con alcune sorprese… ma non posso dirvi tutto🙂 … quindi passo direttamente alla parte finale che è dedicata integralmente a Van Gogh, ai suoi viaggi a partire dal 1880 dall’Olanda a Parigi ad Arles a Santi-Rémy de Provence, dove viene ricoverato in una clinica. Di questo periodo possiamo ammirare ad esempio Sentiero di pioppi del 1884, Nidi d’uccelli del 1885, Veduta di Saintes – Maries – de la Mer e il celeberrimo Il seminatore del 1888. I quadri sono accompagnati da schizzi preparatori e da lettere (alcune presenti anche nella versione originale) di Vincent scritte al fratello Theo che contribuiscono a farci capire il suo stato d’animo e la sua solitudine.
La mostra si chiude con Covone sotto un cielo nuvoloso, restaurato in occasione della mostra, che Van Gogh dipinse ad Auvers qualche settimana prima di morire il 29 luglio 1890. Questo dipinto, l’unico di formato verticale nella serie di campi di grano dipinta nell’ultimo periodo, è esposto dopo ben 41 anni al pubblico grazie alla concessione del Kröller-Müller Museum di Otterlo.Covone sotto un cielo nuvoloso, 1890

Una mostra che merita certamente di essere visitata e vissuta grazie anche al gusto del curatore che è riuscito a riunire quadri di prima eccellenza ad corredo informativo ben fatto. Una grande poesia visiva e di parole silenziose che solo la nostra anima può comprendere appieno.
Unico difetto si trova nella dimensione ridotta delle sale di esposizione, visto il grande afflusso di visitatori e in particolar modo di gruppi, che provoca parecchie difficoltà nella fruizione tranquilla delle opere. L’unico consiglio è mettersi in marcia di mattino presto, evitando file alla biglietteria, comunque bypassabile prenotando su internet.
Inoltre per dare maggiore risonanza alla mostra, essa è stata anticipata da un tour teatrale tenutosi nelle capitali d’Italia (Genova, Milano, Venezia, Bologna, Venezia) con musica e testi teatrali composti appositamente per l’evento e una spiegazione del percorso della mostra data dallo stesso curatore. Per chi si fosse perso lo spettacolo teatrale è possibile acquistare il dvd presso il bookshop e avendo avuto l’occasione di vederlo lo consiglio come alternativa al solito catalogo.

   Per rimanere sulle tracce dei due pittori ci si deve spostare in Francia, dove a Les Baux des Provence, paese nel sud della Francia, dal 30 Marzo 2012 al 6 Gennaio 2013 avrà luogo lo spettacolo «Gauguin, Van Gogh, les peintres de la couleur», creato dal regista Gianfranco Ianuzzi.
Le cave di Les Baux, oggi dismesse, dove Cocteau nel 1960 girò il suo film Le testament d’Orphée, sono state riutilizzate per allestire uno spettacolo multimediale attraverso la videoproiezione delle opere dei due artisti su ogni superficie disponibile, sentendosi facenti parte dello spettacolo. Il tutto accompagnato da una musica di sottofondo. Per questa loro nuova funzione sono state ribattezzate Les Carrières des Lumières.
Nel caso pensaste che vedere quadri proiettati sia una stupidaggine o tradisca lo spirito dell’opera d’arte, vi assicuro che è tutto il contrario. Avendo avuto la fortuna di assistere un paio di anni fa allo spettacolo incentrato su quadri di Van Gogh, è un’esperienza stupenda che lascia il segno. Uno spettacolo per l’anima ed un viaggio solitario, intimo e comune a tante altre persone contemporaneamente. Qualcosa che continua anche una volta usciti da questo luogo magico nel nostro ricordo.
Un consiglio se qualcuno di voi decidesse di recarcisi durante il periodo estivo, vi consiglio di portarvi dietro una felpa, perché dentro è particolarmente freddo. Se non ricordo male sui 7 gradi o un po’ meno…

Ecco il sito e il video promo per farvi gola…😛

Sito internet: http://carrieres-lumieres.com/fr/home

Video: Carrières de Lumières – Spectacle “Gauguin, Van… di culturespaces

Carrières des Baux de Provence

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