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Attualità, Considerazioni, Donne

Amare se stessi, non basta mai.

Quant’è bella giovinezza, che si sfugge tuttavia!

Chi vuol esser lieto sia:

Di doman non c’è certezza.

Lorenzo De’ Medici aveva usato queste parole, per esprime un tema che affascina ed incuriosisce molti. Ma non è quello di cui voglio parlare, almeno, non solo.

La giovinezza oggi, meglio ancora, i problemi dei giovani d’oggi. Lasciamo stare l’amore, la droga o il bullismo. Togliamo anche l’ossessione per la moda e/o quella per il sesso. Non vorrei nemmeno fermarmi sul problema dell’identità sessuale e della solitudine imposta loro da una società ancora bigotta e retrograda. Mi interessa parlare di quei giovani che non si vedono per strada, quelli che si nascondono sotto una felpa larga o un jeans di 3 o 4 taglie più grandi, quelli che fanno a pugni col l’ago della bilancia e quelli dentro lo specchio, quelli che esaminano ogni centimetro della loro pelle con disgusto.

Le parole d’ordine sono: anoressia, bulimia e acne. Sì, anche l’acne.

Dei primi due, sappiamo tutti qualcosa. Per esempio che sono legati al cibo, che creano una distorsione dell’immagine che abbiamo di noi stessi. Sappiamo che per lo più colpiscono le ragazze (90-95%) e che la fasce più a rischio sono quelle pre-adolescenziali. Sono due tipi di malattie che, per fortuna, non sono ignote. Grazie, anche, ad un’educazione scolastica e all’attenzione dei media, tutti sanno cosa si rischia imbattendocisi.

Anoressia significa perdita d’appetito, nel nome c’è subito la spiegazione di tutta una malattia. Tutti noi abbiamo avuto periodi in cui non avevamo molto appetito, questo non vuol dire esser malati, il problema sussiste quando l’effetto dura nel tempo. Come in tutte le patologie, questa è scatenata da problemi molto più gravi. A volte inconsci, nascosti ma anche palesi. A scatenarla possono essere diverse le cause: cancro, insufficienza renale, depressione ad uno stadio avanzato, uno shock evento correlato, l’assunzione di alcuni farmaci. Questa malattia non è circoscritta, ma è scatenato da cause che toccano un po’ tutti gli aspetti della vita. Molti psicologi credono che, almeno per quanto riguardi le ragazze, l’anoressia sia scatenata, tra tutte le altre cause, principalmente dal rapporto conflittuale con la madre. Considerando la fascia d’età più colpita (10-19) questa spiegazione è più che plausibile. E’ il periodo in cui si forma il carattere, in cui si impongono le proprie idee e nel quale si mette in gioco il proprio io sociale, duramente costruito nell’età scolare. La madre è il modello di riferimento su cui, volente o nolente, si imposta la propria immagine. Nemmeno siamo consapevoli di quante cose assorbiamo dai nostri genitori. Il conflitto è normale, tra madre e figlia, la patologia non nasce dalla normalità, però.

Bulimia, fame da bue. Non è un gioco di parole, ma il suo significato etimologico. Se l’anoressia è la perdita d’appetito, la bulimia è il suo apposto. La sensazione di fame non si attenua mai, il bulimico vive vere e proprio fasi in cui non può non mangiare. Come l’anoressia, anche la bulimia, colpisce maggiormente la sfera femminile (90%) e compare nella stessa fascia d’età. Nelle crisi che portano alle abbuffate, il malato, non sa controllarsi e ingurgita con foga qualsiasi cosa possa ritenersi commestibile. Nei casi peggiori, sono in grado di ferirsi perché non hanno pazienza nello scongelare i cibi o nel pulirli. Si creano vere e proprie lesioni nell’esofago e molte volte anche sulle mani. L’autostima è legata alle calorie che sanno di aver ingerito, per questo si provavano l’eliminazione con vomito, lassativi ecc.

Per superarle entrambe, per lo più, si cerca di rieducare il paziente nella nutrizione. Il malato prova un vero e proprio odio verso il cibo. Nel primo caso lo repelle, lo disgusta; nel secondo lo ama e lo odia.

Sono chiamate malattie del benessere, malattie occidentali, per ovvie ragioni. L’istinto di sopravvivenza viene represso, ma non starò a citare Freud.

Ma la colpa può essere della società, così superficiale e frivola?

L’acne è una malatia della pelle, per lo più colpisce nell’adoscenza, per via dello squilibrio ormonale. Di solito, una volta superati tale periodo d’età, si riduce o sparisce da sola. Ma ci sono anche persone predisposte, che ereditano il gene e se lo portano avanti per tutta la vita. Immaginate una ragazza, al giorno d’oggi, che nonostante le creme, le cure, l’estetista e il trucco, debba vergognarsi della sua faccia. La sua, quelle che vede tutti i giorni e che mostra per strada, prima di ogni altra cosa. Provate ad immaginare il disagio, la sofferenza. Sì, c’è di peggio. Sono consapevole che i problemi veri siano altri e che, questo, non sia nemmeno paragonabile. Ma provate ad immaginare, solo per un attimo, un’adolescente fragile con un’immagine di sé che odia e che deve vedere ogni giorno. La bellezza è diventata un valore, per i giovani d’oggi. Tutto ruota intorno all’aspetto fisico, che comanda e governa le loro giornate. Sono molti i farmaci che promettono la soluzione, la guarigione, se così la si può chiamare. Molti saponi, creme, anche in televisione sembrano l’ideale, la svolta.

Sapete quanti funzionano davvero? Zero.

Ve lo dico per esperienza personale. Non citerò i nomi di tutti i prodotti usati, nemmeno dei farmaci o delle cure. Non sono qui per far pubblicità. Per quanto stupido possa sembrare, tutti siamo forviati dall’idea di essere belli. Non importa quanto o come, importa esserlo.

I problemi di cui ho voluto parlare, a modo mio, sono realtà per molti giovani. Potranno sembrarci stupidi e non capirli, ma ci sono e si muore. La perdita di peso porta alla morte, la depressione per l’insoddisfazione porta alla morte. I casi di suicidio tra i giovani sono in aumento e la fascia d’età è sempre più bassa. Ora io non sono in gradi di fornire una soluzione, ma l’amor proprio non dovrebbe essere insegnato? Non li si dovrebbe crescere con un’idea migliore su cui impostare la loro vita?

Essere o apparire, una questione aperta da secoli e mai chiusa.

Scegli: essere o apparire.

Non funziona, non va così.

Informazioni su ohdeaalex

Scrivo da quando ho imparato a scrivere, leggo quello che mi piace e tento di laurearmi in scienze dell'educazione a Torino. Ci provo, chissà che ci riesca.

Discussione

3 pensieri su “Amare se stessi, non basta mai.

  1. Superufficialmente dei nostri! Bell’articolo!😛

    Pubblicato da ladiesman7it | 10 aprile 2012, 20:20
  2. Grazie mille!🙂

    Pubblicato da ohdeaalex | 10 aprile 2012, 20:28
  3. Reblogged this on nonsonounasignora.

    Pubblicato da ohdeaalex | 10 aprile 2012, 21:40

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