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Considerazioni, Donne

E il fatino azzurro?

Siamo sempre lì, la storia si ripete all’infinito. Ogni bambina, su questo mondo, viene cresciuta a suon di illusioni. La colpa non è nostra, donne. Noi siamo vittime. Siamo state tutte cresciute con aspettative immense, a tutte è stato promesso il principe azzurro.

Parliamo di Cenerentola: piccola, povera, orfana, in principio, di madre e poi, anche, di padre. Il dipartito padre, giramondo, la lascia in custodia di una donna conosciuta, chissà dove, che la schiavizza. La poveretta fa da serva alla donna e alle sue figlie viziate e “brutte”. Già, perché la bella è solo lei. Cenerentola, chiamata così perché dorme vicino alla stufa spenta che la riempie di cenere, vive la sua vita pulendo, cucinando e cantando. E’ triste, depressa, ma canta con gli uccellini, parla con i topini e nessuno la ricovera per demenza.  In tutta questa splendida fiaba per bambini e bambine, ecco spuntare il principe. E’ uno scapolo, si deve trovare una brava fanciulla e sposare. Tutte le giovani donne del regno sono chiamate a raccolta, tipo il programma “Uomini&Donne”, e il principe selezionerà quella idonea. Al ballo vanno anche le sorelle brutte e acide di Cenerentola, lei no. E così piange, ripiange e si dispera. Anche lei vorrebbe andarci, anche lei sogna il principe. Spunta la fatina, dal nulla, che toccata dalla sofferenza della fanciulla, decide di regalarle un vestito da sogno, un paio di scarpine di cristallo- io avrei preferito delle Manolo Blahnik- e con una zucca trasformata in carrozza va al castello. Tutto va a gonfie vele, Cenerentola al ballo seduce il principe e nessuno la riconosce. Ma c’è il trucco, l’inganno. La fatina ha messo un coprifuoco che manco i bambini delle medie, a mezzanotte deve essere a casa se no la zucca tornerà ad essere tale e addio mezzo di trasporto. Oltre alla carrozza, spariranno anche vestito e scarpette. Tranquille, la nostra beniamina ce la fa, ma si dimentica una scarpetta sulle scale. Ecco, se fosse stata di quelle con la suoletta rossa, col cavolo che la lasciava lì.  Il principe ha solo la scarpetta per ritrovare la sua amata, in tutto il regno nessun’altra donne porta il numero di Cenerentola. Ora, io, mi chiedo: “ma che numero aveva ‘sta praculata?”.

Dopo una ricerca, neppure troppo lunga, il principe ritrova la sua amata, si sposano e “vissero felici e contenti” per il resto della loro esistenza.

La fiaba si ripete in molte varianti: c’è Ariel, una sirena, che vende la sua voce per un paio di gambe per conquistare Erik, il principe scapolo. Abbiamo Jasmine, figlia di sceicco che s’innamora di un ladruncolo che come amici ha una scimmia e una genio rincoglionito. Poi, vogliamo dimenticarci di Aurora? Ma sì, la conoscete, è la bella addormentata che, vittima di un sortilegio, è destinata a pungersi con un fuso e addormentarsi fino a quando il bacio di vero amore non la risvegli. Che poi, se già lo sai che ti deve capitare, che cavolo giochi a fare la stilista? Fai altro, dipingi, cucina, prenditi un cane. Comunque, il vero amore è un principe e la bacia, si sveglia con un alito più fresco che mai e si sposano. Poi, c’è Biancaneve; niente di nuovo, solita storia. La matrigna, gelosa della giovinezza e bellezza di Biancaneve, chiede ad un cacciatore di portarle il cuore della figliastra. E certo, quale sana persona non lo farebbe? Più che fiaba, sembra una una puntata di CSI. La poveretta scappa, si rifugia da sette minatori, nani. C’è una mela avvelenata, lei la mozzica e le resta in gola. I nani, credendo che sia morta, la mettono in una teca di vetro. Arriva il principe, che girovagava per il bosco, e non si sa come la fa riprendere.

La storia è sempre quella: belle donne, svampite, che trovano l’uomo della loro vita in condizioni ambigue.

Ma, alla fine, questo principe azzurro chi l’ha mai visto? Siete sicuri che esista? E’ tipo gli ufo: si sa che ci sono, ma non si hanno le certezze?

Io, fin da piccola, ho sempre fatto il tifo per le fatine, quelle non se le filava nessuno. Insomma, perché a loro non hanno dedicato storie intere? Avete mai sentito parlare del fatino azzurro?

Fin da piccola, io, avrei voluto essere una fatina. Loro avevano i poteri magici, erano scaltre e un po’ sovrappeso, per lo più erano zitelle. Ma erano vere, donne vere. Non avevano capelli lucenti e senza doppie punte. Il loro viso non era perfetto, le loro labbra non erano sempre rosse, e con la loro voce non facevano innamorare nessuno.

Non ho mai voluto essere una principessa, io. Erano tutte rincoglionite, io volevo essere una fatina.

Beh, posso dire di esserci riuscita. Mi mancano, solo, i poteri magici.

Informazioni su ohdeaalex

Scrivo da quando ho imparato a scrivere, leggo quello che mi piace e tento di laurearmi in scienze dell'educazione a Torino. Ci provo, chissà che ci riesca.

Discussione

Un pensiero su “E il fatino azzurro?

  1. Reblogged this on nonsonounasignora.

    Pubblicato da ohdeaalex | 10 aprile 2012, 21:41

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